La Salle – Monserrato (Cagliari)

La Salle – Monserrato (Cagliari)

Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

SAN MARCO EVANGELISTA

A cura di Fratel Giuseppe Eusepi

Chi era San Marco? Diverse informazioni sulla sua vita sono sparse nel Nuovo Testamento, sufficienti per tratteggiarne il quadro generale. Il Santo è nato attorno l’anno 20 in Palestina ed è stato prima discepolo di San Paolo apostolo e poi di San Pietro. E’ ritenuto anche l’autore del “Vangelo secondo Marco”.
Il primo riferimento alla sua figura del nostro Santo negli “Atti degli Apostoli” ricorre nella narrazione della miracolosa liberazione di Pietro dalla prigione: “Dopo aver riflettuto, Pietro si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni detto anche Marco, dove si trovava un buon numero di persone raccolte in preghiera.” Per alcuni studiosi, il riferimento a sua madre come Maria, fa pensare che la donna (abitante di Gerusalemme) fosse la vedova proprietaria della casa in cui si tenne l’Ultima Cena. È inoltre noto, come ad alcuni anni dalla morte di Gesù, apostoli e discepoli si radunassero proprio a casa della madre di Marco. Poco altro si sa della gioventù di San Marco evangelista.

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SANT’ EFISIO A CAGLIARI

A cura di Fratel Giuseppe Eusepi

Nacque ad Elia, alle porte di Antiochia in Asia minore, intorno alla metà del III secolo da madre pagana e padre cristiano. Fu arruolato tra le truppe di Diocleziano per combattere i cristiani, ma durante il viaggio verso l’Italia si convertì al Cristianesimo. Inviato in Sardegna per difendere gli interessi dell’Impero romano, fu accusato di infedeltà ed egli stesso rivelò a Diocleziano di essersi convertito alla fede cristiana. Venne imprigionato, torturato e messo a morte sul patibolo di Nora il 15 gennaio 303.
Sono queste poche parole, attribuite a sant’Efisio, secondo la tradizione, pronunciate poco prima della sua morte:
“Ti prego, Signore, di proteggere la città di Cagliari dall’invasione dei nemici. Fa che il suo popolo abbandoni il culto degli Dei, respinga gli inganni del Demonio e riconosca Te, Gesù Cristo Nostro Signore, quale unico vero Dio. Fa che i malati che pregheranno sul luogo della mia sepoltura possano recuperare la salute, e chiunque si trovi in pericolo nel mare o minacciato dagli invasori, tormentato dalla fame o dalla peste, dopo aver invocato me, Tuo servo, possa essere condotto in salvo.”

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ISCRIZIONI ALLA CLASSE PRIMA PRIMARIA A.S. 2021-2022

Elezioni rappresentanti di classe

Si Riprende!!

Carissimi genitori e alunni, CI SIAMO!!. Dal 22 Settembre, La Casa del Fanciullo riapre le porte. Ci siamo impegnati al massimo per mettere a norma tutti i locali dell’Istituto. Ora mancate solo voi. Noi siamo qui ad aspettarvi, più forti e determinati di sempre.  Ci affidiamo al Buon Dio e al Suo volere, alla Vergine Maria e a S. G. B. De La Salle e saremo consapevoli delle regole attuative dettate dallo Stato per garantire il necessario funzionamento. 
VIVA GESÙ NEI NOSTRI CUORI.  SEMPRE. 

PTOF 2019 – 2022

Premio Letterario 2019

È PASQUA

In tutto il mondo, nel momento in cui la natura ci reca un messaggio di rinnovamento e di risveglio, dopo le lunghe notti invernali, la Chiesa, con il suono melodioso delle campane, ci rinnova l’annuncio pieno di meraviglia dei primi discepoli: “Gesù è risorto!”
Però sono le donne, che di buon’ora si recano al sepolcro, le prime testimoni della Risurrezione, le prime chiamate ad annunciare la salvezza, le protagoniste privilegiate della Pasqua che ci insegnano che dobbiamo avere il cuore pieno di amore per Gesù come l’avevano loro per il divino Maestro.
Questo annuncio pasquale deve illuminare ancora oggi le nostre primavere, le nostre menti e i nostri cuori perché, se non abbiamo la speranza in Gesù risorto, se la morte resta l’ultimo confine è difficile trovare un senso alla nostra vita.

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LA PASQUA EBRAICA E LA PASQUA CRISTIANA

La nostra Pasqua è strettamente connessa alla Pasqua ebraica perché le nostre radici affondano nell’esperienza del popolo ebraico. Cristo era un ebreo, per cui tutto quello che lui ha vissuto, l’ha vissuto da ebreo, in virtù delle tradizioni dei suoi padri. La Pasqua ebraica, ai tempi di Gesù, si celebrava ogni anno per ricordare l’esodo del Popolo d’Israele dall’Egitto.
Alle sue origini, la Pasqua era una festa pastorale, praticata dalle popolazioni nomadi del Vicino Oriente, in cui si offrivano le primizie del gregge. Questa festa, assunse un significato nuovo con Mosè, diventando il momento dell’anno in cui il popolo ebraico ricordava la liberazione dall’Egitto. Mosè, come è scritto nel dodicesimo capitolo dell’Esodo, programmò la fuga del suo popolo. Tutti gli ebrei uccisero un agnello di un anno, consumarono il pasto in piedi con il bastone pronti per la partenza e segnarono con il sangue dell’animale le porte delle abitazioni. Così facendo tutti i primogeniti ebrei si sarebbero salvati dall’angelo inviato da Dio colpendo così solo le case degli egiziani ed in particolar modo i primogeniti maschi, compreso il figlio del faraone.

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San Tommaso d’Aquino

È un santo, un teologo, un mistico, un dottore della Chiesa che gode di un’autorevolezza tutta speciale e unica nella cristianità. Che Dio ci doni la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza di imitare i suoi esempi.
Tommaso, figlio dei conti d’Aquino, signori di Roccasecca (Frosinone), fu inviato, fin dalla tenera età, nel monastero di Montecassino. I genitori lo vedevano già o ministro o cardinale o almeno abate di una grande abazia come quella di Montecassino.
Ma il nobile d’Aquino Tommaso, dall’età di 19 anni, fece una scelta diversa deludendo tutto il parentato. Al prestigioso ordine monastico benedettino predilesse un ordine mendicante dei predicatori di San Domenico non protetto dentro i chiostri, ma destinato alla predicazione e all’insegnamento nel cuore della città, nelle università, dove ferve la cultura nuova, con la quale la scienza sacra è chiamata a confrontarsi.

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Installazione POS presso la Segreteria Scolastica

Si comuni ca ai Sigg.ri genitori degli alunni che, a partire da oggi, 17 Dicembre 2018 sarà possibile effettuare pagamenti, oltre a quelli già in essere, ancge tramite POS.

Tale finalità si rende necessaria per una migliore praticità di pagamento, ed evitare il più possibile il denaro contante.

Si ringrazia per la collaborazione.

 

Comunicazione insallazione POS dal 17.12.2018

 

Elezione Consiglio d’Istituto

IL SENSO DEL NATALE – a cura di Fratel Giuseppe

Anche quest’anno diamo il buon compleanno a un Dio che si è fatto bambino in una mangiatoia per amor nostro e con la meraviglia dei pastori ascoltiamo il canto degli angeli:” Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.”
Il Natale, è un momento magico per i nostri bambini, per le loro famiglie, ma diciamolo pure, specialmente per noi insegnanti, consapevoli della missione che ci è stata affidata. Ricordiamo che cosa ci dice Gesù nel Vangelo: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.”
Ci ritroviamo tutti uniti per celebrare un evento che non è solo della tradizione cristiana, ma che si festeggia da tempo immemorabile, in tutte le culture, in tutte le civiltà conosciute. Il Natale è per tutti simbolo di rinascita e di rinnovamento. More »

CASTAGNATA 2018

Santa Cecilia – a cura di Fratel Giuseppe

Il suo culto è molto popolare poiché Cecilia è la patrona della musica, di strumentisti e cantanti. Viene ricordata il 22 novembre. Esclusa la Vergine Maria, è una delle sole sette sante ad essere ricordate per nome nel Canone della Messa. La Chiesa più importante a lei consacrata è la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, risalente alla prima cristianità, si presume, sopra la dimora in cui visse.
In suo onore, prese avvio a fine del secolo XIX uno storico movimento di riforma della musica sacra, detto Cecilianismo. Principale criterio delle nuove composizioni doveva essere una maggiore sobrietà e la ricerca della partecipazione dell’assemblea nella liturgia attraverso il canto. Nacquero in questo periodo le varie “Scholae cantorum” in quasi tutte le parrocchie.
Cecilia, nata da una nobile famiglia a Roma, sposò il nobile Valeriano. Si narra che il giorno delle nozze, nella casa di Cecilia, risuonassero organi e lieti canti ai quali la vergine, accompagnandosi, cantava nel suo cuore: «Conserva o Signore immacolati il mio cuore e il mio corpo, affinché non resti confusa». Da questo particolare è stata denominata patrona dei musicisti.
Confidato allo sposo il suo voto di castità, egli si convertì al Cristianesimo e la prima notte di nozze ricevette il Battesimo da papa Urbano I. Cecilia aveva un dono particolare: riusciva ad essere convincente e convertiva.
Le autorità romane catturarono Valeriano, che venne torturato e decapitato; per Cecilia venne ordinato di bruciarla, ma, dopo un giorno e una notte, il fuoco non la molestò; si decise, quindi, di decapitarla: fu colpita tre volte, ma non morì subito e agonizzò tre giorni: molti cristiani che lei aveva convertito andarono ad intingere dei lini nel suo sangue, mentre Cecilia non desisteva dal fortificarli nella Fede. Quando la martire morì, papa Urbano I, sua guida spirituale, con i suoi diaconi, prese di notte il corpo e lo seppellì con gli altri papi e fece della casa di Cecilia una chiesa. Nell’821 le sue spoglie furono traslate da papa Pasquale I nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere e nel 1599, durante i restauri, ordinati dal cardinale Paolo Emilio Sfondrati, in occasione dell’imminente Giubileo del 1600, venne ritrovato un sarcofago con il corpo della martire che ebbe l’alta dignità di essere stata sepolta accanto ai Pontefici e sorprendentemente fu trovata in un ottimo stato di conservazione, avvolto in un abito di seta e d’oro
Il Cardinale commissionò allo scultore Stefano Maderno una statua che riproducesse quanto più fedelmente l’aspetto e la posizione del corpo di santa Cecilia, così com’era stato ritrovato. Questo capolavoro di marmo si trova sotto l’altare centrale di Santa Cecilia.
Il canto, il suono, la musica hanno sempre rappresentato, specialmente per i cristiani, la gioia del cuore e il ringraziamento a Dio. Gli apostoli esortavano i primi cristiani a cantare insieme salmi, inni e cantici spirituali. S. Agostino ci dice che” chi canta bene prega due volte”. La musica e il canto sono da sempre legati alla preghiera.

Preghiera a santa Cecilia martire, Patrona della musica
O invitta, pia e gloriosa santa Cecilia, vergine e martire di meriti sublimi, che foste da Dio contraddistinta da singolari protezioni, fateci degni di Voi e dei benefici di nostro Signore Gesù Cristo, e pregate per noi, Voi che avete prestato la vostra arte celeste della musica al bene del Signore, alle sue lodi ed alla sua gloria, affinché possiamo un giorno essere degni di cantare con Voi l’eterno inno dell’alleluja.
Così sia.

Commento al Vangelo su Radio Kalaritana

SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – A cura di Fratel Giuseppe

Mentre sembra più diffondersi la convinzione di poter fare a meno di Dio, di poter vivere come se non esistesse, Santa Teresa di Gesù Bambino ci ricorda, in maniera del tutto originale, che il senso della vita è proprio quello di conoscere e amare Dio.
S. Teresa nacque nel 1873 in Francia, in un ambiente profondamente credente. Di recente anche i suoi genitori sono stati dichiarati beati. Ella ricevette, dunque, una educazione profondamente religiosa che presto la indusse a scegliere la vita religiosa presso il monastero di Lisieux, contro tutte le regole, a soli 15 anni, per uno speciale permesso del Papa Leone XIII, che Teresa stessa, con il padre, era andato a implorare a Roma. Qui ella si affida progressivamente a Dio. Su suggerimento della Superiora tiene un diario, intitolato “Storia di un’anima” sul quale annota le tappe della sua vita interiore.
La novità della sua spiritualità, chiamata anche teologia della “piccola via”, dell’infanzia spirituale, ha ispirato numerosi credenti. Teresa propone di ricercare la santità, non nelle grandi azioni, ma negli atti quotidiani anche i più insignificanti, a condizione di compierli per amore di Dio. More »

Elezioni rappresentanti di classe – 2018 – 2019

CALENDARIO SCOLASTICO REGIONE SARDEGNA – 2018 2019

INIZIO ANNO SCOLASTICO 2018-2019

Informativa sulla Privacy

Scarica l’allegato

Informativa sulla Privacy 2018

Missione Haiti

Foto di classe

Promemoria di Aprile

Santuario di Nostra Signora di Bonaria – a cura di Fratel Giuseppe

In ogni parte del mondo, nei posti più diversi, dalle grandi città ai piccoli angoli nascosti i santuari vengono ancora percepiti come spazi sacri verso cui
andare pellegrini, per trovare un momento di sosta, di silenzio e di contemplazione nella vita spesso frenetica dei nostri giorni: un desiderio nascosto fa sorgere in molti la nostalgia di Dio.
Nonostante la crisi di fede che investe il mondo contemporaneo la constatazione del grande afflusso di pellegrini in ogni parte del mondo, la preghiera semplice e umile di molta gente, l’attestazione di tante grazie ricevute, la stessa bellezza naturale di questi luoghi sacri, portano alla convinzione che i santuari, luoghi di conversione, di penitenza e di riconciliazione con Dio, esprimono un’opportunità insostituibile per l’evangelizzazione del nostro tempo.
Su uno dei luoghi più suggestivi di Cagliari, il colle di Bonaria, si erge il santuario mariano più famoso della Sardegna dove i pellegrini, attraverso la contemplazione dell’immagine sacra, sentono più forte la vicinanza di Dio che apre il cuore alla fiducia di essere ascoltati ed esauditi nei desideri più profondi. More »

San Giuseppe educatore – a cura di Fratel Giuseppe Eusepi

Tutti d’accordo, S. Giuseppe è modello per ogni educatore, in particolare per ogni padre. Il perché è chiaro: è stato l’educatore di Gesù, figlio di Dio.
Ci fa piacere considerare che il suo nome sia il più diffuso nel mondo cristiano con tutte le molteplici varianti al maschile o al femminile, con svariati diminutivi e vezzeggiativi, adoperati nelle lingue e nell’uso popolare. E’ un nome bello e ricco di significato, dall’originale ebraico Josef che significa ‘accresciuto da Dio.’
Dio ha “fatto crescere” Giuseppe e attraverso di lui il Figlio divino. Col suo esempio e la sua intercessione fa crescere gli uomini e li aiuta nella via della vita e dell’amore. E’ proprio vero: nella pienezza del tempo, per compiere il suo piano di salvezza, Dio ha pensato a lui, lo ha scelto e lo ha “aggiunto”, personaggio non secondario, al mistero dell’Incarnazione. Doveva, dunque, essere un uomo “straordinario” questo Giuseppe, se Dio lo ha scelto per essere lo sposo di Maria e per fare da padre a Gesù. More »

Comunicazione per i Signori genitori

PTOF 2016 – 2019 aggiornato

E’ possibile scaricare nel link successivo, il PTOF 2016 – 2019 aggiornato

PTOF_Modello DEFINITIVO 2016_2019_Aggior OTTOBRE 2017

 

San Valentino

A cura di Fratel Giuseppe Eusepi

La storia di San Valentino non è molto conosciuta, sebbene sia forse uno dei santi di cui si parla di più. Si sa che nacque probabilmente a Terni, dove oggi sono conservate le sue spoglie, intorno all’anno 175 d.C. da una delle prime famiglie cristiane. Divenne il primo vescovo della città di Terni nel 197 d.C. a seguito dell’investitura di Papa Feliciano. Il nostro Santo giunse a Roma quando verso il 270 infieriva la persecuzione dell’imperatore Claudio.

Nelle carceri visitava e soccorreva i cristiani che avevano affermato la loro fede davanti ai giudici acquistando così fama di santità presso i fedeli della capitale. Secondo le ricostruzioni storiche a Roma il 14 febbraio 273 d.C. per ordine del prefetto romano Placido Furio, durante le persecuzioni ordinate dall’imperatore Aurelio, San Valentino fu martirizzato per decapitazione e il corpo sepolto al secondo miglio della via Flaminia e poi riportato a Terni. La sua celebrazione venne istituita nel 496 per iniziativa di Papa Gelasio I, che volle porre fine ai lupercalia, festività dedicata a Lupercus, divinità protettrice della fertilità, del bestiame e del raccolto che si celebrava il 15 febbraio e si svolgeva intorno alla grotta sacra a Luperco, nei pressi del colle Palatino. Secondo la leggenda all’interno della grotta la famosa lupa trovò e allattò i due gemelli: Romolo e Remo.

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