La Salle – Monserrato (Cagliari)

La Salle – Monserrato (Cagliari)

Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

L’Educatore Lasalliano – a cura di Fr. Giuseppe Eusepi

UN NUOVO ANNO SCOLASTICO

Anche quest’anno la nostra scuola cattolica vuole offrire ogni garanzia per essere palestra sia di formazione cristiana che di educazione ottimale nelle varie discipline. In che modo? Credo che non ci sia bisogno di pensare a cose straordinarie, ma di immettere uno spirito nuovo nelle principali caratterizzazioni pedagogiche della nostra scuola e la concretezza degli obiettivi che in questi anni ci siamo sforzati di raggiungere.
La nostra comunità educante formata da genitori, personale direttivo, studenti, docenti, personale amministrativo e ausiliario, ex-alunni, pur tenendo conto della diversità delle competenze e delle mansioni richieste dalla programmazione e dalla gestione della scuola, deve convergere armonicamente verso gli obiettivi pedagogici elaborati “insieme e in associazione” in maniera più originale e collaborativa. Ma dobbiamo essere tutti convinti che solamente in un clima di relazioni fraterne si possono approfondire e programmare i progetti educativi. Mi sembra troppo bella la frase di S. Agostino:” Si impara ciò che si ama”
Però tutti siamo convinti che il ruolo più importante nella scuola lo svolgono i docenti. Giustamente Il de La Salle considera la loro formazione continua un imperativo morale, perché da loro dipende, in particolare, il successo dell’educazione degli studenti e, di conseguenza, la costruzione di un futuro migliore.
Purtroppo in una società nella quale le diverse sfere di attività economica, politica, culturale, educativa, professionale, ricreativa in genere non fanno riferimento a Dio e alle credenze religiose, noi educatori siamo impegnati in una professione sempre più difficile e complessa.
Perciò mi sembra opportuno dare una ripassatina a ciò che ci insegna S. Giovanni Battista De La Salle. Egli paragona la nostra missione educatrice a quella dei sacerdoti nella Chiesa: “Voi siete ambasciatori e ministri di Cristo. Egli vuole che i vostri allievi ricevano i vostri insegnamenti come se fosse Egli stesso a darli. Essi devono essere persuasi che è la verità di Cristo quella che esce dalla loro bocca, che è soltanto in suo nome che voi insegnate e che è Lui che vi dà autorità su di loro.”
Molto appropriata l’immagine tratta dal Vangelo, con la quale La Salle ci vuole insegnare come dobbiamo trattare i nostri alunni: quella del “Buon Pastore” che ha grande cura per le sue pecore: “Dobbiamo conoscere i nostri alunni uno per uno, impegnarsi a studiare il modo di comportarsi nei loro confronti, istruirli con la massima applicazione possibile. La nostra attenzione deve essere uguale per tutti, ma in modo particolare deve essere più grande verso i più bisognosi”.
Credo che tutti siamo convinti che non basta la conoscenza delle dottrine pedagogiche e psicologiche con le relative metodologie, per riuscire ad essere educatori; è necessario che, alle norme educative e alle conoscenze oggettive dell’alunno corrisponda la disciplina della condotta personale dell’educatore. È importante “come educare”, ma è di più “come” essere per educare. Ci dice La Salle:” L’educatore lasalliano è un testimone. Egli deve essere insospettabile, perché i ragazzi sanno leggere i gesti e le espressioni dei loro maestri. Se volete che le istruzioni, che date ai vostri alunni per attirarli alla pratica del bene, ottengano un risultato, dovete prima praticarle voi.”
Ogni volta che sono stato in classe con i miei alunni mi sono sforzato di mettere in pratica un‘esortazione lasalliana rivolta a noi insegnanti:”A scuola non fate come fanno i predicatori nelle chiese, ma dovete colloquiare continuamente con i vostri alunni.” Le nostre lezioni saranno tanto più proficue quanto più numerose e valide saranno i nostri colloqui con i singoli alunni in modo particolare con quelli che ne hanno più bisogno.
Permettetemi, infine, di ricordarvi due pratiche molto importanti che caratterizzano la nostra scuola lasalliana:
1^ La riflessione quotidiana in classe, cioè una breve esortazione agli alunni da parte dell’insegnante all’inizio della giornata che serva per dare il tono a tutta la giornata.
2^ La recita della preghiera breve, semplice, spontanea:”Ricordiamoci che siamo alla santa presenza di Dio”, dovunque familiare ai lasalliani, che S. Giovanni Battista de La Salle ha prescritto che sia pronunciata, in momenti determinati, lungo tutta la giornata scolastica.
Abbiamo bisogno, per bene insegnare ed educare, che lo sguardo di noi educatori e quello dei nostri educandi si incontrino sempre insieme con lo sguardo di Dio.

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