La Salle – Monserrato (Cagliari)

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SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO – A cura di Fratel Giuseppe

Mentre sembra più diffondersi la convinzione di poter fare a meno di Dio, di poter vivere come se non esistesse, Santa Teresa di Gesù Bambino ci ricorda, in maniera del tutto originale, che il senso della vita è proprio quello di conoscere e amare Dio.
S. Teresa nacque nel 1873 in Francia, in un ambiente profondamente credente. Di recente anche i suoi genitori sono stati dichiarati beati. Ella ricevette, dunque, una educazione profondamente religiosa che presto la indusse a scegliere la vita religiosa presso il monastero di Lisieux, contro tutte le regole, a soli 15 anni, per uno speciale permesso del Papa Leone XIII, che Teresa stessa, con il padre, era andato a implorare a Roma. Qui ella si affida progressivamente a Dio. Su suggerimento della Superiora tiene un diario, intitolato “Storia di un’anima” sul quale annota le tappe della sua vita interiore.
La novità della sua spiritualità, chiamata anche teologia della “piccola via”, dell’infanzia spirituale, ha ispirato numerosi credenti. Teresa propone di ricercare la santità, non nelle grandi azioni, ma negli atti quotidiani anche i più insignificanti, a condizione di compierli per amore di Dio.
“Non c’è che una cosa da fare, ella scrive, nel suo diario, gettare a Gesù, i fiori dei piccoli sacrifici. Io voglio insegnare i piccoli modi che mi sono riusciti.” E qual erano questi modi? Diamo un piccolo esempio. Al lavatoio una suora molto maldestra le schizza l’acqua addosso. La Santa dei piccoli sacrifici riceve gli schizzi senza lamentarsi. Per di più, non compresa dalle proprie consorelle, accetta pazientemente ingiustizie e anche persecuzioni. Malata di petto, sopporta con gioia dolori e debolezze. Affaticata e stremata di forze non rifiuta nessun lavoro; e tutti i sacrifici offre fermamente, serenamente per le anime dei peccatori e per i bisogni della Chiesa e come dice con le sue stesse parole, “per gettare rose su tutti giusti o peccatori”.
Muore il 30 settembre del 1897 a soli 24 anni, di tubercolosi. Viene beatificata nel 1923 e canonizzata nel 1925. È proclamata patrona delle missioni, e dottore della Chiesa, titolo che si attribuisce a scrittori riconosciuti eminenti per quanto riguarda la riflessione teologica e la santità di vita.
Dopo la sua morte sul mondo sono scese le rose delle sue grazie, delle conversioni e dei miracoli: le rose dei piccoli sacrifici che la Santa aveva accettato prontamente e che segnavano la via della santità accessibile a tutti secondo le parole della piccola grande Santa che pregava: “O mio ben amato, ti supplico di abbassare il tuo sguardo divino su un gran numero di piccole anime; ti supplico di sceglierti in questo mondo una legione di piccole anime, degne del tuo amore.”
Dai suoi scritti alcune esortazioni particolarmente impegnative:
“Sopportare i difetti degli altri, non stupirsi delle loro debolezze e invece edificarsi dei più piccoli atti che si vedono fatti – Non curarsi di essere giudicati bene dagli altri – Fare per le persone antipatiche, tutto quello che si farebbe per le persone più simpatiche – Non avvilirsi nel vedersi deboli e imperfetti anzi averne motivo di gioia perché Gesù copre la moltitudine di peccati – Dare a chi chiede con malagrazia rispondendo con gentilezza – Non cercate consolazioni umane ma lasciate tutto a Dio – Quando un compito ci sembra superiore alle nostre forze, mettersi nelle braccia di Gesù sapendo che da soli non siamo capaci a nulla -Accettare che il proprio lavoro non venga considerato.”

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