La Salle – Monserrato (Cagliari)

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Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

San Tommaso d’Aquino

È un santo, un teologo, un mistico, un dottore della Chiesa che gode di un’autorevolezza tutta speciale e unica nella cristianità. Che Dio ci doni la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza di imitare i suoi esempi.
Tommaso, figlio dei conti d’Aquino, signori di Roccasecca (Frosinone), fu inviato, fin dalla tenera età, nel monastero di Montecassino. I genitori lo vedevano già o ministro o cardinale o almeno abate di una grande abazia come quella di Montecassino.
Ma il nobile d’Aquino Tommaso, dall’età di 19 anni, fece una scelta diversa deludendo tutto il parentato. Al prestigioso ordine monastico benedettino predilesse un ordine mendicante dei predicatori di San Domenico non protetto dentro i chiostri, ma destinato alla predicazione e all’insegnamento nel cuore della città, nelle università, dove ferve la cultura nuova, con la quale la scienza sacra è chiamata a confrontarsi.


I nobili parenti tentarono in ogni modo di farlo desistere da quella scelta, ritenuta non consona alla dignità della casata. Arrivarono perfino ad introdurre una sera, una bellissima ragazza nella cella, per tentarlo nella castità; ma Tommaso, di solito pacifico, perse la pazienza e con un tizzone ardente in mano, la fece fuggire via.
Riuscito a sfuggire alle troppo premurose attenzioni della famiglia ed entrato tra i frati predicatori, venne inviato allo studio di Parigi. Si narra che per il suo carattere taciturno e la sua corpulenza fu soprannominato “bue muto” e che, durante una disputa, il maestro S. Alberto Magno esclamò: “Sì, egli è un bue, ma un giorno i muggiti della sua dottrina saranno uditi in tutto il mondo”.
Quella di Tommaso fu una vita di assiduo insegnamento. La sua personalità è quella di “un uomo superiore, fine e vigoroso nell’intelletto, profondamente buono di animo, cordiale nel tratto, umanissimo nella conversazione, giovanile nell’aspetto. È lineare nel pensiero, inflessibile nel rigore logico, ha il culto dell’essenziale, cerca di essere più breve e chiaro possibile, non ama sprecar parole. Riguardo alle prediche così si esprime: “Se corte son ben accette. Se sono buone, si prova molto e intenso piacere ad ascoltarle senza potersi distrarre, ma se sono mal fatte, non impongono una penitenza troppo grave ai fedeli poiché durano poco”.
Lo studio costante, amoroso, profondissimo della teologia, la scienza di Dio fu la vocazione di Tommaso d’Aquino. Quando era immerso nella lettura e nella riflessione diventava quasi insensibile ad ogni stimolo esterno. Il risultato più poderoso dei suoi profondi studi e delle sue continue meditazioni fu la monumentale “Summa Theologiae” che ha del miracoloso, per la vastità e la profondità, la novità e l’ampiezza della dottrina.
Per S. Tommaso, Dio è principio e fine di tutta la realtà, che da lui discende e a lui ritorna, grazie alla mediazione di Gesù Cristo Salvatore. Ogni verità, da chiunque venga affermata, proviene dallo Spirito Santo, sia essa naturale o rivelata.
Ma come la lucerna non può dare luce se non viene accesa dal fuoco, così la lucerna della nostra mente non si illumina, se prima non arde ed è infiammata dal fuoco della carità. Dobbiamo avvicinarci a Dio umilmente e audacemente con l’intelletto e soprattutto con l’amore. Si pensa come si vive.
Per Tommaso filosofia e teologia sono in accordo, perché sia la fede che la ragione sono doni di Dio. Nessuna conoscenza può invece dare la filosofia sui misteri della fede, che sono al di sopra della possibilità della ragione.
In Tommaso è vivissimo il senso del limite della conoscenza umana: “La nostra conoscenza è talmente debole che nessun filosofo ha mai potuto investigare perfettamente la natura di una mosca”.

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