La Salle – Monserrato (Cagliari)

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Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

FESTA DEL CORPUS DOMINI

È considerata una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa cattolica e molto sentita a livello popolare. In occasione della solennità, dopo la celebrazione della Messa, si porta in processione, racchiusa in un ostensorio sottostante un baldacchino, un’ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione: viene adorato Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento.
Al tempo di Gesù il pane e il vino in Palestina erano l’alimento principale. Mangiare e bere hanno un profondo significato. Essi rendono possibile la vita. Per questo furono scelti da Gesù come segni visibili per un pasto nel quale egli stesso diviene cibo. Ogni pasto è dono di Dio perché ci mantiene la vita. Ma questo pasto che ci dona Gesù ci dà la vita eterna. È meraviglioso, però, che al cibo che ci dà la vita eterna venga fatta anche la pubblicità nelle nostre città.
L’origine della festività si fa risalire al 1246, quando il vescovo di Liegi, in Belgio, accolse la richiesta d’introdurre in diocesi una giornata commemorativa dell’Eucaristia slegata dal clima mesto tipico della Settimana santa. Una trentina di anni prima la mistica Giuliana di Retìne, priora nel monastero agostiniano di Monte Cornelio, nei pressi di Liegi, nel corso di un’estasi contemplativa, ebbe la visione del disco lunare risplendente di luce candida, ma deformato da un lato da una linea rimasta in ombra. La religiosa interpretò l’apparizione come l’immagine della Chiesa monca di una ricorrenza specifica in onore del mistero eucaristico. Da qui l’appello al vescovo del direttore spirituale della monaca, supportato da una nutrita schiera di teologi. Sarà poi papa Urbano IV a estendere nel 1264 il Corpus Domini all’intera cristianità.
A convincere papa Urbano fu il miracolo eucaristico di Bolsena, consumatosi l’anno prima di un sacerdote di origine boema che veniva assalito da forti e pressanti dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucarestia ogni volta che celebrava la Messa. Per questa ragione scelse di andare in pellegrinaggio a Roma dove avrebbe pregato sulle tombe degli apostoli. Seguendo la via Francigena, stanco del viaggio, decise di fare tappa a Bolsena, nell’alto Lazio, non distante da Orvieto e volle celebrare la Messa nella chiesa dove si trovava la tomba di Santa Cristina martire, della quale era molto devoto. Fu allora che al momento della Consacrazione, mentre teneva l’Ostia sopra il calice, vide stillare dall’ostia delle gocce di sangue che bagnarono il corporale, cioè il panno di lino che nelle funzioni liturgiche ricopre gli elementi consacrati. Terrorizzato prese il calice, l’Ostia consacrata, il corporale e gli altri oggetti che erano stati macchiati di sangue, tornò in sacrestia e nascose tutto nel sacrario. Ma, dopo un primo momento, si fece coraggio e si convinse di dover rivelare quanto era accaduto.
La voce del prodigio si sparse rapidamente raggiungendo Orvieto. In quei giorni si trovava in città papa Urbano IV che organizzò una solenne processione per scortare la preziosa reliquia in modo trionfale tra canti e fiori fino ad Orvieto. Accertato il miracolo di persona nel 1264 Urbano IV fece promulgare la Bolla “Transiturus de hoc mundo” con cui istituiva per tutta la Chiesa la Solennità del Corpus Domini:
“Sebbene l’Eucaristia ogni giorno venga solennemente celebrata, riteniamo giusto che, almeno una volta l’anno, se ne faccia più onorata e solenne memoria. Le altre cose infatti di cui facciamo memoria, noi le afferriamo con lo spirito e con la mente, ma non otteniamo per questo la loro reale presenza. Invece, in questa sacramentale commemorazione del Cristo, anche se sotto altra forma, Gesù Cristo è presente con noi nella propria sostanza. Mentre stava infatti per ascendere al cielo disse: “Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo.”
L’aspirazione, più o meno cosciente, dell’umanità è l’unione con Dio e Lui ha risposto a questo desiderio fin da quando era su questa terra con un dono eccezionale con il darsi, cioè, all’uomo sotto le Sacre Specie, nell’augustissimo Sacramento dell’Altare. Quindi il Corpus Domini non è solamente festa del Signore ma anche dell’uomo che unendosi a Lui trova la piena realizzazione di sé stesso.
A cura del Prof. Fr. Giuseppe Eusepi
Auguri a tutti quanti di BUONE VACANZE ESTIVE e arrivederci a Settembre!
Con affetto Fr. Giuseppe Eusepi

 

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