La Salle – Monserrato (Cagliari)

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Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

L’Epifania oggi

a cura di Fratel Giuseppe Eusepi
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Dopo aver celebrato il Natale del Signore, abbiamo festeggiato, con non minore solennità la manifestazione, con la quale cominciò a farsi conoscere dai Magi che personificano tutti gli uomini che, attraverso tutti i secoli, si incamminano verso il Bambino di Betlemme, onorano in Lui il Figlio di Dio e si prostrano davanti a Lui. I Magi ci indicano la strada sulla quale camminare nella nostra vita. Come loro dobbiamo cercare la vera luce.


Ma viene da domandarci perché solo i Magi hanno visto la stella e l’hanno seguita? Perché erano uomini dal cuore inquieto che non si accontentavano dei vantaggi che offriva loro una posizione sociale, forse considerevole. Erano alla ricerca di una realtà più grande. Sul loro esempio è essenziale, per trovare Gesù, mettersi in cammino, senza cercare il successo, il denaro, la carriera, gli onori, come solo scopo dell’esistenza.
Gesù si lascia trovare da chi lo cerca, ma per cercarlo bisogna muoversi, non aspettare, non stare fermi, andare avanti. È esigente Gesù, a chi lo cerca propone di lasciare le poltrone delle comodità mondane. In altre parole, per trovare Gesù bisogna lasciare la paura di mettersi in gioco. Occorre rischiare, semplicemente per incontrare quel divino Bambino. Ma ne vale immensamente la pena, perché trovandolo, scoprendo la sua tenerezza e il suo amore, ritroviamo noi stessi. Però mettersi in cammino non è facile. Il Vangelo ce lo mostra attraverso la descrizione dei vari personaggi. C’è Erode, turbato dal timore che la nascita di un re minacci il suo potere. Perciò organizza riunioni e manda altri a raccogliere informazioni per potere eliminare quanto prima quel pericoloso bambino.
E che dire dei sacerdoti e degli scribi. Essi conoscono il luogo esatto e lo segnalano a Erode, citando anche la profezia antica. Sanno, ma non fanno un passo verso Betlemme, non si mettono in gioco personalmente per il Signore. I Magi, invece, parlano poco e camminano molto.
Arrivati da Gesù, dopo il lungo viaggio questi sapienti venuti da oriente fanno come Lui: donano. Gesù è lì per offrire la vita, essi offrono i loro beni preziosi: oro, incenso e mirra.
L’oro è un dono degno di un re che serve a simboleggiare la regalità di Gesù. L’incenso è una resina aromatica che sprigiona profumo quando bruciata ed è usato nelle chiese anche oggi nelle funzioni religiose. Quando bruciato, l’incenso emana un fumo profumato che dalla terra può diffondersi nell’aria fino ad arrivare a Dio e, proprio essendo destinato a venerare Dio, come dono sta a simboleggiare la divinità di Gesù. La mirra è il dono più misterioso forse oggi, ma non ai tempi di Gesù, in quanto si tratta di una resina che si utilizzava sui morti per profumarli e per imbalsamare i cadaveri. Il dono simboleggia l’umanità di Gesù.
Il Vangelo si realizza quando il cammino della vita giunge al dono. Donare gratuitamente, per il Signore, senza aspettarsi qualcosa in cambio: questo è segno certo di aver trovato Gesù. Fare il bene senza calcoli, anche se nessuno ce lo chiede, anche se non ci fa guadagnare nulla, anche se non ci fa piacere. Dio questo desidera.
Questi esperti di stelle e di scienza, sono il simbolo dell’uomo in ricerca della verità, sono l’immagine dell’universalità della salvezza di ogni uomo, di ogni luogo e nazione. Come questi sapienti, venuti da lontano, possiamo scegliere se chiudersi o aprirsi alle proposte di Dio. Mettiamoci dunque in cammino, come i Magi, e lasciamoci guidare dalla stella che è Gesù, mettiamoci in cammino con coraggio, senza temere gli Erodi di oggi, che non avranno l’ultima parola. Come i Magi contempliamo il divino Bambino donandogli il nostro cuore, offrendo l’oro dei nostri sacrifici, l’incenso delle nostre preghiere, la mirra del nostro pentimento.

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