La Salle – Monserrato (Cagliari)

La Salle – Monserrato (Cagliari)

Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

PRESENTAZIONE DEL SIGNORE

a cura del Prof. Fr. Giuseppe Eusepi

Il 2 febbraio, passati quaranta giorni dalla solennità del Natale, la Chiesa è ancora in festa celebrando il giorno in cui Maria e Giuseppe presentarono Gesù al tempio come prescritto dalla legge mosaica: “Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore” e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi.”
Ma quando nasce come vera e propria festa nella Chiesa? La prima testimonianza ci parla del IV secolo, a Gerusalemme. In seguito l’imperatore Giustiniano decretò il 2 febbraio come giorno festivo in tutto l’impero d’Oriente, mentre Roma adottò la festività verso la metà del VII secolo.
Perché la gente continua, tuttavia, a chiamarla “candelora”? Per via del rito della benedizione delle candele, durante la processione in chiesa, rito che risale intorno all’anno Mille e che si ispira alle parole di Simeone: «I miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”


Al tempio avvenne l’incontro di Maria e Giuseppe con il sacerdote Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, che accolse tra le braccia Gesù bambino e disse a Maria, sua madre: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contradizione” e anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». Sopraggiunse in quel momento la profetessa Anna che non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere che si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Sia il sacerdote Simeone che la sacerdotessa Anna non hanno ricevuto segni visibili, non hanno sentito i cori degli angeli che annunciavano la nascita di Gesù come i pastori, non una stella luminosa apparsa nel cielo come i Magi. Quello che li accomuna è una grande fede in Dio e l’attenzione per le Sacre Scritture in particolare per le parole dei profeti. La loro vita è stata tutta una preparazione a questo evento.
Come i santi vegliardi Simeone e Anna andiamo incontro al bambino Gesù, il Dio che è entrato nella storia, il Messia che è venuto a salvare gli uomini. Il cristiano è chiamato da Dio ad essere profeta, a denunciare le ingiustizie, le sopraffazioni, è chiamato ad essere testimone vivendo con coraggio il Vangelo fino in fondo, fino al dono della propria vita.
Tutti coloro che si confrontano con Gesù devono necessariamente prendere posizione, non possono rimanere indifferenti perché Gesù non è un uomo qualunque, ma il Figlio di Dio. Gesù non lascia indifferente nessuno perché non è una teoria, un’idea, una fantasia, un racconto, ma coinvolge la persona. Accettare Gesù ci porta ad andare controcorrente, ad essere una presenza contestatrice nella propria famiglia e nella società. Seguire Cristo può portare al cristiano sofferenze, disagi e inimicizie, ma ci dice Gesù che “chi persevererà sino alla fine, sarà salvato.” La Chiesa, oggi, celebra anche la Giornata della vita consacrata. Riporto l’esortazione di San Giovanni Paolo II: “Immerse in un mondo spesso agitato e distratto, prese talvolta da compiti assillanti, le persone consacrate saranno aiutate anche dalla celebrazione di tale annuale Giornata a ritornare alle sorgenti della loro vocazione, a fare un bilancio della propria vita, a confermare l’impegno della propria consacrazione. Potranno così testimoniare con gioia agli uomini ed alle donne del nostro tempo, nelle diverse situazioni, che il Signore è l’Amore capace di colmare il cuore della persona umana”.
Con la venuta di Gesù è venuta anche la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo. Tutti dunque, siamone illuminati, tutti brilliamo. Nessuno resti escluso da questo splendore, nessuno si ostini a rimanere immerso nel buio.

Comments are closed.