La Salle – Monserrato (Cagliari)

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Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

SANT’ EFISIO A CAGLIARI

A cura di Fratel Giuseppe Eusepi

Nacque ad Elia, alle porte di Antiochia in Asia minore, intorno alla metà del III secolo da madre pagana e padre cristiano. Fu arruolato tra le truppe di Diocleziano per combattere i cristiani, ma durante il viaggio verso l’Italia si convertì al Cristianesimo. Inviato in Sardegna per difendere gli interessi dell’Impero romano, fu accusato di infedeltà ed egli stesso rivelò a Diocleziano di essersi convertito alla fede cristiana. Venne imprigionato, torturato e messo a morte sul patibolo di Nora il 15 gennaio 303.
Sono queste poche parole, attribuite a sant’Efisio, secondo la tradizione, pronunciate poco prima della sua morte:
“Ti prego, Signore, di proteggere la città di Cagliari dall’invasione dei nemici. Fa che il suo popolo abbandoni il culto degli Dei, respinga gli inganni del Demonio e riconosca Te, Gesù Cristo Nostro Signore, quale unico vero Dio. Fa che i malati che pregheranno sul luogo della mia sepoltura possano recuperare la salute, e chiunque si trovi in pericolo nel mare o minacciato dagli invasori, tormentato dalla fame o dalla peste, dopo aver invocato me, Tuo servo, possa essere condotto in salvo.”


Nel 1652 in Sardegna infuriava la peste. Le autorità cittadine chiesero aiuto con un voto solenne a Sant’Efisio Martire che, poco prima di essere giustiziato per la sua fede, aveva promesso di proteggere per sempre Cagliari e i suoi cittadini. Con il voto la città si impegnava di portare ogni anno la statua del Santo in processione, dal luogo in cui Sant’Efisio era stato incarcerato, nel quartiere di Stampace, fino alla spiaggia di Nora, a occidente sul golfo, dove aveva subito il martirio.
La storia ci dice che, dopo quell’invocazione e quel voto solenne, a Cagliari la peste perse virulenza, si attenuò e poi scomparve. E fu proprio per sciogliere il voto firmato dai consiglieri della Municipalità di Cagliari l’11 Luglio 1652 che il Santo fu portato in processione solenne da Cagliari a Nora, una processione diversa dalle precedenti, più solenne e sontuosa, che mostrava ancor più forte il ringraziamento dei fedeli. Si rinnova, quindi, da 364 anni una grande festa in onore del Santo che rappresenta uno tra i momenti più alti di devozione, fede, cultura e tradizioni popolari che trovano la massima espressione in una processione che non ha eguali e richiama visitatori da ogni parte.
Lo scioglimento del voto è così preso in considerazione ancora oggi, con il Comune che delibera formalmente il Pellegrinaggio ogni anno ed il sindaco di Cagliari, o suo delegato, che partecipa in prima persona ad ogni passo del pellegrinaggio, insieme alle gente che, dopo quasi quattro secoli, si avventura per le strade della Sardegna a salmodiare il proprio Santo.
Ogni 1° di maggio i fedeli accompagnano il Santo in questa tradizionale processione, ripercorrendo il tragitto che giunge dal carcere in cui venne imprigionato al luogo del martirio a Nora, per poi tornare alla sua Chiesa di Stampace il 4 maggio entro la mezzanotte.
Perfino nella Seconda Guerra Mondiale, quando tra le macerie di una città devastata, il Santo fu comunque portato in processione, a dimostrazione di una fedeltà capace di andare oltre i confini e tramutarsi in ricchezza e speranza
Anche se quest’anno la sagra di Sant’Efisio è stata fermata dall’avanzata del Coronavirus, la devozione popolare non è cessata, con l’inevitabile ricorso al Santo martire guerriero per placare quest’altro terribile flagello del Coronavirus. Il popolo cagliaritano nel corso di lunghi secoli ha sperimentato in Sant’Efisio l’espressione di questo amore. Avviandosi al martirio, Sant’Efisio ha pregato per questo popolo che ha protetto nella prova, assistendo in particolare i suoi figli nella malattia e nel bisogno.
Con fiducia quindi la città di Cagliari confida nella protezione di Sant’Efisio per essere liberata dal male del contagio, chiedendo la guarigione dei malati, la forza degli operatori sanitari, la carità dei volontari, la sapienza dei responsabili di governo e degli uomini delle istituzioni. Si è certi della sua preghiera di intercessione.

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