La Salle – Monserrato (Cagliari)

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Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

SAN SATURNINO PATRONO DELLA CITTÀ DI CAGLIARI

a cura di Fratel Giuseppe Eusepi

Lo straordinario eroismo dei nostri martiri ci invita ad essere sempre saldi nella nostra fede e invocarli in ogni momento nelle nostre necessità spirituali e materiali.
Il glorioso martire san Saturnino nacque a Cagliari attorno al 285 d.C. da genitori cristiani e da essi fu cristianamente educato nel culto del vero Dio. La forza d’animo e la maturità caratteriale contrassegnarono la personalità del santo. Nonostante la sua giovane età, gli permisero di contrastare l’idolatria pagana, alla quale non si arrese neanche sotto il dominio persecutorio di Diocleziano e Massimiliano.
A quel tempo non si poteva esercitare il commercio senza aver prima sacrificato agli dei pagani. I cristiani che non si piegavano a questi ordini degli imperatori venivano imprigionati, torturati e successivamente decapitati. Il 23 novembre dell’anno 204, quando Diocleziano emise il quarto editto imperiale contro i cristiani, si celebravano nel Campidoglio cagliaritano, situato vicino al mare, solenni sacrifici a Giove e molte persone si dirigevano al tempio, recando le vittime, per la via Sacra, detta anche di Apollo, che congiungeva allora il Campidoglio con un luogo detto Fonte Nuova (Funtana noa).


Il giovane Saturnino, che si trovava in quei pressi, fu riconosciuto e condotto davanti al sacerdote e interrogato per non aver partecipato al sacrificio in onore di Giove. Egli proclamò coraggiosamente la propria fede ed ebbe parole di chiaro disprezzo per il culto agli dei di bronzo o di marmo, che sono sordi, muti e impotenti verso gli uomini. Alcuni pagani presenti rimasero toccati dalle parole del giovane e si convertirono alla fede cristiana, ma il resto della gente, offeso per l’insulto agli dei, invocò con alte grida la pena di morte che avvenne per decapitazione. Il corpo fu successivamente portato dai suoi fratelli cristiani fuori della città e seppellito in una grotta. «Il luogo fuori di città nel quale fu sepolto il martire, costituì la parte centrale, il martyrium, di quella che poi divenne la basilica intitolata al santo».
Il 12 ottobre 1621 le reliquie del santo vennero rinvenute e traslate nella cripta della cattedrale di Cagliari, il Santuario dei Martiri, dove si trovano tuttora. In quell’occasione, l’arcivescovo d’Esquivel spostò la data del martirio, e quindi della festa, di san Saturnino al 30 ottobre.
La basilica, dedicata al patrono della città, (intitolata anche ai santi Cosma e Damiano) costituisce il più antico e insigne monumento dell’arte paleocristiana in Sardegna e uno dei più importanti di tutto il bacino mediterraneo. Fa parte dell’area della necropoli cristiana più antica del capoluogo sardo e si trova a Villanova, uno degli storici quartieri di Cagliari, vicino al cimitero monumentale e alla basilica di Nostra Signora di Bonaria.
Oltre alla bellissima basilica cagliaritana, uno degli edifici di culto cristiano più antichi dell’isola, altre Chiese dedicate al martire sono disseminate in tutta l’isola: Ussana, Sinnai, Iglesias, Oristano, Benetutti, Padria e Isili.
La città di Cagliari da molti secoli fa memoria del giovane martire San Saturnino che, con la sua professione di fede, ha inciso profondamente nella coscienza di quanti ne hanno conservato memoria e nella vita della sua città. Il luogo, fuori dal centro della Cagliari dove i cristiani hanno portato a sepoltura il corpo del Martire, è stato da subito luogo di preghiera e di pellegrinaggio.
Alla luce della fede dei nostri martiri come cristiani, però, siamo chiamati ad essere partecipi, a contribuire alla ricerca e alla realizzazione quotidiana delle comuni intese in modo del tutto particolare nel luogo in cui viviamo.
Una carità autentica è il primo contributo fondamentale che la comunità cristiana può e deve offrire alla vita della società civile sapendo che questa non è completa se non si mette al servizio anche del vivere sociale. Per questo le nostre chiese sono importanti, non solo come luoghi d’arte e di storia, ma anche perché ci stimolano a collaborare uniti per il bene del nostro prossimo.

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