La Salle – Monserrato (Cagliari)

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Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

SANTISSIMO NOME DI GESÙ

A cura di Fratel Giuseppe Eusepi

Il giorno 3 gennaio la Chiesa festeggia il Santissimo Nome di Gesù che è un nome dato al Verbo Incarnato non dagli uomini, ma da Dio stesso, nome d’infinito amore, che a Lui solo si addice, perché Egli solo ha redento il genere umano. A questo nome piegano la fronte gli Angeli ed i Beati del cielo, tremano le forze degli abissi e riverenti si inchinano gli abitanti della terra.
Quel bambino che i profeti da tanti anni preannunziarono, quello che l’umanità da tanto tempo aspettava come un liberatore, oggi lo conosciamo: si chiama Gesù che vuol dire Salvatore. Egli è colui che ha chiuso le porte dell’inferno ed ha aperto quelle del paradiso, colui che dà gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. Non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale possiamo avere la salvezza. Risuscitando Gesù e facendolo sedere alla sua destra, Dio gli ha donato il nome che è sopra di ogni nome.


Nel corso della vita pubblica di Gesù, i suoi discepoli, appellandosi al suo nome, guariscono i malati, cacciano i demoni e compiono ogni sorta di prodigi. Che il nome di Gesù fosse potente, al di sopra di ogni altro nome, era un fatto assai noto nella chiesa primitiva, basti ricordare l’episodio del terzo capitolo degli “Atti degli apostoli” dove Pietro guarisce uno storpio dalla nascita che ogni giorno, prima della sua guarigione, rimaneva seduto nel tempio per chiedere l’elemosina ai passanti e che da Pietro e Giovanni invece ebbe ben altro: la guarigione dal suo male. Un episodio che fa capire che non basta chiedere nel Nome di Gesù, pronunciando solo le parole, bisogna piuttosto adorarlo questo nome, lodarlo, penetrarlo, divulgarlo e difenderlo così come fecero Pietro e Giovanni, nel tempio e in tutta la loro vita.
Il Santissimo Nome di Gesù fu sempre onorato e venerato nella Chiesa fin dai primi tempi del cristianesimo, ma solo nel secolo XIV raggiunse il proprio apice quando san Bernardino da Siena, frate dotto ed erudito, da acuto psicologo della comunicazione, studiò un modo semplice ed efficace per far sì che la sua predicazione non venisse dimenticata facilmente.
Per fare questo il Santo inventò un simbolo, dai colori vivaci, con cui rappresentare il nome di Gesù che veniva collocato in tutti i locali pubblici e privati, sostituendo blasoni e stemmi delle famiglie nobiliari delle varie corporazioni spesso in lotta tra loro. Esso era costituito dal trigramma IHS (prime tre lettere del nome di Gesù in greco, già presente fin dal III secolo d.C. come abbreviazione nei manoscritti sacri), inscritto in un sole dorato con dodici raggi serpeggianti sopra uno scudo azzurro disegnato da lui stesso. Grazie a questo santo il culto si diffuse fino a entrare nel calendario liturgico che disciplina le ricorrenze e le celebrazioni di tutti i giorni dell’anno.
A nostra esortazione ed esempio Romano Tommaso da Celano nella ‘Vita Prima di Francesco di Assisi’ scrive: “Lo sanno molto bene i frati, che vissero con lui, come ogni giorno anzi ogni momento, affiorasse sulle sue labbra il ricordo di Gesù, con quanta soavità e dolcezza gli parlava, con quale tenero amore discorreva con lui. La bocca parlava dalla pienezza del cuore e quella sorgente di illuminato amore che lo riempiva dentro traboccava anche fuori. Era davvero molto occupato con Gesù: Gesù portava sempre nel cuore, Gesù sulle labbra, Gesù nelle orecchie, Gesù negli occhi, Gesù nelle mani, Gesù in tutte le altre membra.”
Grande fondamento della fede pertanto è il Nome di Gesù, per il quale siamo fatti figli di Dio. La fede della religione cattolica consiste nella conoscenza e nella luce di Gesù Cristo che è illuminazione dell’uomo, porta della vita, fondamento della salute eterna. Se qualcuno lo ha abbandonato, è come se camminasse senza luce nelle tenebre e per luoghi pericolosi ad occhi chiusi.
Teniamo sempre presente ciò che dice Gesù nel vangelo ai suoi discepoli: “In verità, in verità vi dico che tutto ciò che domanderete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà. Finora non avete chiesto nulla, chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.” Seguiamo il consiglio di Gesù e una gioia arcana entrerà nel nostro cuore e ci conforterà e in Lui troveremo la forza e la luce che illumina, che salva, che santifica.

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