La Salle – Monserrato (Cagliari)

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Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

I vari Calendari

A cura di Fratel Giuseppe Eusepi

I calendari, nelle più svariate forme, esistono dall’alba dei tempi. L’uomo ha da sempre avuto la necessità di registrare lo scorrere del tempo, fin dal principio, basandosi sull’itinerario del sole o sulle fasi lunari. Col passare dei secoli, però, i calendari hanno adottato diversi modi di esprimersi, diversi sistemi, cambiando considerevolmente a seconda delle epoche delle civiltà.


L’importanza del calendario è particolarmente rilevabile nelle religioni: esso scandisce la vita della comunità, distingue i momenti sacri e quelli profani, stabilisce il tempo da dedicare al lavoro o destinato alla festa e alle celebrazioni rituali. Per questo ogni religione ha un proprio calendario. La parola “calendario” deriva dal latino calendae e calendàrium. Il calendàrium era il libro che conteneva le notizie astronomiche, agrarie e religiose di ciascun mese, indicava il numero dei giorni, la durata del giorno e della notte, la costellazione attraverso la quale passava il sole e le varie feste. La parola latina “calendae” (calende) indicava il primo giorno del mese.
Secondo la tradizione il calendario romano fu istituito nel 753 a. C. da Romolo, fondatore di Roma. Subì diverse modifiche nel corso dei secoli venendo sostituito, infine, dal calendario giuliano introdotto da Giulio Cesare, da cui il nome, nel 46a.c. Siccome fino a quell’epoca gli errori di calcolo del calendario romano rendevano necessarie periodiche modifiche, era necessaria una riforma adeguata. Con il nuovo calendario si stabiliva che la durata di un anno sarebbe stata, da quel momento, di 365 giorni. Si istituiva inoltre l’anno bisestile da aggiungere ogni quattro anni in modo da correggere lo scarto fra l’anno civile e l’anno solare. Rimaneva però, fra i due anni, solo una piccola differenza di circa 11 minuti e 14 secondi che, sul lungo periodo, equivaleva a un giorno ogni 128 anni. Per errori commessi dai successori di Giulio Cesare vi fu una nuova correzione, nell’8 a.c , da parte di Ottaviano Augusto, in onore del quale il Senato romano decise di rinominare in “augustus” (agosto) il mese fino allora chiamato “sexstilis” (sesto mese).
Il calendario giuliano rimase in vigore in gran parte del mondo occidentale fino al 1582 quando il papa Gregorio XIII, per correggere le gravi imprecisioni nel calcolo dei giorni che incidevano sul calcolo della Pasqua cristiana, introdusse quello che verrà chiamato “calendario gregoriano” per correggere ulteriormente l’errore che si era accumulato a quel tempo a circa 10 giorni di scarto. L’indomani di mercoledì, 4 ottobre 1582 fu giovedì, 15 ottobre 1582. Furono poi anche fissate nuove regole per l’anno bisestile. Però in alcuni paesi la Chiesa ortodossa, siccome celebra, ancora oggi, le sue festività secondo le date del calendario giuliano, in questi paesi il Natale corrisponde al 7 gennaio del calendario gregoriano e anche la data della Pasqua differisce fra oriente e occidente. Il nuovo calendario gregoriano venne adottato in tutti gli stati cattolici e gradualmente anche negli altri tanto che oggi è quello più adottato nel mondo, ma dal punto di vista delle tradizioni religiose ogni comunità mantiene il proprio calendario.
Per noi cristiani ha una particolare importanza il calendario ebraico, calcolato su base sia solare che lunare. Il giorno, per gli Ebrei, inizia al tramonto del sole, quindi anche le feste e le varie solennità iniziano sempre la vigilia cioè la sera prima. Così il sabato, che è la loro festa settimanale del riposo di ogni attività, inizia la sera del venerdì e termina al suo tramonto. Dobbiamo alla religione ebraica la scansione regolare del tempo in giorni di lavoro e giorni di riposo. Il Cristianesimo ha anche ereditato la settimana ebraica, i sette giorni nei quali, secondo la Bibbia impiegati da Dio per creare l’uomo e il mondo, pur introducendo il giorno del Signore, la domenica.
Ma al di là dell’esemplare di calendario, è importante conoscere e sottolineare il fatto che un calendario è comunque e sempre in stretta relazione con la “religione” essendo nato per organizzare il tempo attorno a delle feste che ricorrono ogni anno e che sono in genere feste religiose. Oltre a un calendario civile abbiamo, nelle nostre chiese, anche un calendario religioso, che si chiama liturgico, il cui scopo è di contenere le norme che disciplinano praticamente le ricorrenze e celebrazioni di ogni confessione cristiana durante l’anno.
Ogni ricorrenza richiede un diverso atteggiamento dell’animo da parte di noi credenti, una predisposizione di fede e cuore, pie pratiche spirituali a seconda delle feste previste del momento della vita di Gesù, della S.S. Vergine, dei Santi che vi vengono celebrati.


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