La Salle – Monserrato (Cagliari)

La Salle – Monserrato (Cagliari)

Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

SANTA CATERINA

A cura di Fratel Giuseppe Eusepi

Nella vita e nelle opere di santa Caterina Dio fece risplendere sublimi doni di sapienza, d’intelletto e di scienza, per mezzo dei quali ella divenne, al massimo grado, sensibile alle divine ispirazioni nella conoscenza delle cose divine e delle umane.
Le condizioni d’Italia e dell’Europa non erano felici quando la nostra Santa venne alla luce in Siena, nel 1347. La «peste nera» infieriva dovunque seminando la desolazione e la morte in ogni paese e quasi in ogni famiglia mentre numerose guerre funestavano il mondo civile.


Figlia di un tintore di panni, penultima di 25 nati, fin da piccola Caterina frequenta i frati Predicatori della basilica di San Domenico, poco distante dalla sua casa ed vive una vita spirituale già molto intensa. Non sceglie però di diventare suora, sente che la sua missione è nel mondo ed entra nelle Mantellate o Terziarie domenicane che si dedicavano ad opere di carità e, insieme ad esse, visita case e ospedali dove venivano trovati poveri e ammalati, assiste i condannati a morte e, messaggera di pace, cerca di riportare la pace in seno alle famiglie ed alle città. Inviata ad Avignone come ambasciatrice dei Fiorentini per una missione di pace presso papa Gregorio XI, dà al Pontefice, che lì risiedeva, la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377.
Attratti dalla sua pura fede e dalla schietta accoglienza della parola di Dio, senza mezzi termini e senza compromessi da tale sublime maestra, le si raggruppano intorno una varia raccolta di discepoli d’ogni ceto. La giovane Teresa non frequenta alcuna scuola, ma ha il Signore che la istruisce come un maestro con la sua alunna e le scopre a grado a grado quelle cose che sono utili alla sua anima.
Sono sua predilezione e impegno la conversione di singoli peccatori, la riconciliazione tra persone o famiglie avversarie, la rappacificazione fra città e repubbliche. Per lei, figlia d’artigiani e donna senza lettere, cioè senza scuola né istruzione, la visione del mondo e dei suoi problemi supera enormemente i limiti del suo quartiere fino a progettare la sua azione in termini mondiali. Al suo ardire non ci sono limiti né alla sua ansia per la salvezza degli uomini.
Per renderla più conforme al suo mistero di redenzione e prepararla al suo indefesso apostolato il Signore concede a Caterina il dono delle stigmate. Ciò avvenne nella chiesa di Santa Cristina a Pisa il 1° aprile 1375.
All’invito del papa Urbano, succeduto a Papa Gregorio XI, accorre a Roma dove può agire sul cuore stesso della Chiesa. Ella suggerisce e incoraggia intorno al Papa, che chiama «dolce Cristo in terra», la raccolta di uomini di puro spirito, per assisterlo col consiglio, con la preghiera e con il prestigio della vita santa. La sua abitazione, in via del Papa (significativo!) diventa un centro d’attività diplomatica. Lettere e messaggeri partono per ogni dove: ai potenti d’Italia e ai regnanti d’Europa, ai Cardinali ribelli e ai servi di Dio da rincuorare. Anima anche i soldati che combattono per Urbano, placa il popolo romano tumultuante, frena gli impeti del pontefice, va con fatica a pregare sulla tomba dell’apostolo in san Pietro. La sua, per un anno e mezzo, è una attività logorante e di spasimanti orazioni: «O Dio eterno, ricevi il sacrificio della vita mia in questo corpo mistico della santa Chiesa». Così, tra invocazioni e desideri struggenti, si spegne a soli 33 anni, consumata dal suo amore per la Chiesa, un ‘curriculum vitae’ tanto breve quanto intenso a Roma, la domenica 29 aprile 1380, a trentatré anni come Gesù il suo “Sposo crocifisso”.
Caterina viene canonizzata dal sommo pontefice Pio II con la Bolla «Misericordias Domini» del 29 giugno 1461, venendo così solennemente additata alla Chiesa universale come modello di santità, esempio di una sublime grandezza, cui una semplice donna può giungere con la grazia dell’Onnipotente. Nel 1939 Pio XII dichiara S. Caterina Patrona d’Italia con Francesco d’Assisi e nel 1970 ha da Paolo VI il titolo di Dottore della Chiesa e, infine, il pontefice Giovanni Paolo II nel 1999 la proclama Patrona d’Europa insieme a S. Brigida di Svezia e S. Benedetta della Croce (Edith Stein). Così i sommi pontefici hanno concordemente esaltata la perenne attualità della nostra sublime Santa, proponendola continuamente all’ammirazione ed all’imitazione dei fedeli.

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