La Salle – Monserrato (Cagliari)

La Salle – Monserrato (Cagliari)

Fratelli delle Scuole Cristiane
Scuola Primaria Paritaria
Casa del Fanciullo "E.Pintus"

 
 
 
 

San Giovanni Battista de La Salle

A cura di Fratel Giuseppe Eusepi

Nasce a Reims, Francia, nel 1651. È il maggiore di undici fratelli, appartenente ad una delle famiglie più importanti della città. I genitori sono esemplari nella loro testimonianza di vita cristiana: la frequenza alle funzioni liturgiche e la preghiera domestica sono parte integrante dei ritmi di vita. In questo ambiente Giovanni Battista avverte precocemente la chiamata alla vita sacerdotale. A 16 anni è canonico della cattedrale di Reims, dove venivano incoronati i re di Francia, che consisteva nel far parte del collegio dei sacerdoti al quale spettava di celebrare le funzioni liturgiche più solenni ricevendo un lauto stipendio. Persistendo il giovane Giovanni Battista nel suo desiderio di avviarsi al sacerdozio, i suoi genitori, progettando per il loro primogenito una splendida carriera nella Chiesa di Francia, acconsentono alla sua iscrizione al seminario di Saint-Sulpice a Parigi, rinomato sopra ogni altro, per la frequenza ai corsi teologici alla Sorbona, in quel tempo la più celebre università europea.

È l’ottobre del 1670 e il nostro Santo compie 19 anni. Purtroppo alla prematura morte del padre e della madre ritorna a Reims nel 1672 per prendersi cura della casa paterna, dell’educazione dei fratelli minori e della sistemazione degli interessi famigliari riprendendo però nel 1676 il suo progetto di vita sacerdotale e i suoi studi teologici.
Però nella figura del giovane sacerdote non si poteva certo presagire l’uomo che avrebbe scelto la causa dell’educazione popolare. Fu un provvidenziale e non programmato incontro con Adriano Nyel, zelante fondatore di opere scolastiche popolari, ma manchevole di un efficiente metodo educativo, a dare inizio ad una sua vita nuova. Il contatto quotidiano con i maestri e le scuole del Nyel rivela, nella sua mente positiva e sagace, tutte le deficienze strutturali e funzionali di una istituzione precaria e improvvisata cui conviene dare ordine e forma.
Il suo zelo apostolico lo spinge ad alloggiare i rustici e improvvisati maestri nella sua casa, li fa sedere alla propria tavola, li dirozza nello spirito e nei costumi, li istruisce, tenta di formarli moralmente. Però a contatto con questa comunità di maestri si accorge che non è possibile formare gli educatori solo con lo studio e i precetti senza condividere la loro esistenza. Nascono così i suoi gesti ispirati dalla radicalità evangelica che creano stupore, incomprensione, disagio. Si fa povero con i poveri spogliandosi di tutto. Rinunzia al suo incarico di canonico della cattedrale di Reims e del suo lauto stipendio a favore di un sacerdote povero, lascia la sua famiglia, la sua ampia e comoda casa. Nella carestia del 1684 il suo cospicuo patrimonio si dissolve sbriciolato tra i poveri. È uno di loro: ne condivide la vita e le insicurezze.
A poco a poco e per tappe successive nasce la comunità religiosa dei Fratelli delle Scuole Cristiane con la coscienza di una propria missione educativa presso il popolo. La nuova comunità fiorisce e si estende rapidamente pur in mezzo a innumerevoli ostacoli che mettono a dura prova la forza morale del de La Salle e dei suoi educatori. Ciò nonostante l’opera cresce in proporzioni all’estendersi delle persecuzioni. Però l’opera dell’educazione popolare non può rinchiudersi nell’ambito esiguo di una congregazione. Per questo il Santo apre dei “Seminari per maestri laici”, “Scuole per adulti” e “Scuole domenicali” adatte al commercio, disegno, al calcolo, all’architettura. Con tatto e chiaroveggenza ne viene a capo e prepara un gruppo di insegnanti specializzati e qualificati. Però, per il de La Salle, ciò che è più importante e fondamentale è che gli educatori si considerino come “strumento di Dio, ambasciatori e ministri di Cristo”
Il de La Salle è anche autore di numerosi scritti rivolti ai suoi religiosi, altri agli alunni, altre al pubblico: frutto del suo zelo apostolico, sono motivate da urgenti necessità spirituali ed educative oppure sono rivolte a fissare le strutture dell’opera educativa lasalliana. Esse manifestano una mente lucida rivolta a una esposizione sistematica e didatticamente efficace.
La morte lo coglie il venerdì santo 7 aprile 1719 a Saint-Yon, sede centrale della sua congregazione. Le sue ultime parole furono: “Adoro in ogni cosa la volontà di Dio a mio riguardo”. La congregazione lasalliana viene approvata dalla bolla pontificia sei anni dopo la sua morte. La beatificazione avviene nel 1888 e la canonizzazione nel 1900. Il papa Pio XII lo dichiara “Celeste Patrono di tutti i maestri”.

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